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Se Colle Picchioni esiste lo si deve ad un pugno di persone che ci hanno creduto. Giorgio era una di queste. Il giorno del novantesimo compleanno di nonna le regalai un piccolo libretto da me scritto intitolato "La cucina di Paola, racconti di una vita ai fornelli attraverso gli occhi di un bambino". Chiesi a Giorgio di scrivere due righe magari raccontando qualche aneddoto del loro primo incontro. Scrisse un paio di paginette che riportai fedelmente sul mio libro. "Ci divertivamo ad afferrare ogni sfumatura profonda di quell'umanesimo amore per il Mondo che Paola ama e trasmette" scriveva e continuava dicendo "Così la ricerca di sfumature della perfezione ci assillavano e divertivano". In questa foto intento in una qualche discussione con nonna Paola, e i grandi Luigi Veronelli e Giacomo Bologna proprio qui a Colle Picchioni. L'enologia italiana deve tanto alla sua sincerità e professionalità. Aveva il coraggio di dirti le cose come stavano senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze. Ciao Giorgio, ora potete continuare a chiacchierare e discutere di vino. Chiudo il post con un articolo di chi ha sempre fatto parte di quel pugno di persone, per chi avrà piacere di leggerlo.
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